Le 10 Scommesse del 2026, 1: Juan Ayuso

Ora che la stagione 2026 è ufficialmente cominciata si possono iniziare a fare delle piccole previsioni su quello che potremmo aspettarci. Come ogni anno, è il momento di analizzare quelle che per la nostra redazione sono le 10 Scommesse della stagione. Come sempre, ricordiamo che si tratta di opinioni riguardanti i movimenti più interessanti del CicloMercato 2026, tra nomi importanti che hanno cambiato casacca per avere un ruolo diverso in un altro ambiente e qualche grande atleta alla ricerca di riscatto per un finale di carriera emozionante. Nuovi amori, cambi di divisa chiacchierati, addii rumorosi o anche la semplice possibilità di trovare un trampolino di lancio: c’è tutto questo nelle 10 scommesse del 2026 che abbiamo selezionato.

1. Juan Ayuso (Lidl – Trek)

© Unipublic / Sprint Cycling Agency

Lo spagnolo rappresenta la scommessa per eccellenza, alla vigilia di questa stagione, La scommessa è sua, perché ha deciso di non voler più rimanere in quella che è, da anni, la squadra più forte e invidiata del mondo, ovvero la UAE Emirates XRG. La scommessa, a ben guardare, è anche quella della stessa squadra emiratina, che ha optato per la soluzione “divorzio”, a fronte dei problemi sorti nei rapporti con il corridore, mettendo comunque in conto di privarsi di uno dei talenti più brillanti dell’intera scena mondiale. E la scommessa la fa, ovviamente, anche la squadra di arrivo, che accoglie un atleta dalle enormi qualità, che ha già dimostrato di saper vincere, ma che andrà misurato sul palcoscenico designato per lui, ovvero le classifiche generali dei Grandi Giri. Il catalano, 23 anni, si presenta estremamente motivato, con l’idea Tour de France ben delineata nella testa e con la possibilità, almeno sulla carta, di poter perseguire i suoi obiettivi senza doversi adeguare a quelle che possono essere le logiche di squadra. In carriera, lo spagnolo ha già dimostrato di saper vincere: sarà però la strada a dire se quello che gli mancava per arrivare al livello dei fenomeni era solo il giusto piano di volo.

2. Cian Uijtdebroeks (Movistar)

© Visma | Lease a Bike / Cor Vos

Il belga ha solo 22 anni, ma sta per iniziare la quinta stagione da professionista della sua carriera, già molto ricca di colpi di scena. Per la seconda volta, infatti, una trattativa di CicloMercato lo ha portato a uscire anticipatamente da un contratto in essere per andare a cercare spazi e opportunità con una maglia diversa. Questa volta, il talento belga ha salutato la Visma|Lease a Bike (che lo aveva giusto due anni prima “strappato” alla Bora-hansgrohe) per unirsi alla causa della Movistar, squadra in cui potrà avere sicuramente dei margini di movimento in più rispetto al recente passato (anche se, con il senno di poi, il ritiro di Simon Yates gli avrebbe probabilmente aperto strade più ampie…). L’idea alla base del trasferimento messo in atto dalla formazione spagnola è quello di assegnare a Uijtdebroeks compiti di capitano, dandogli fiducia e, nel contempo, sgravare le spalle di quell’Enric Mas che da tempo ha dimostrato di faticare a gestire le responsabilità da “stella” unica. Il belga arriva da stagioni decisamente altalenanti, ma nella seconda metà del 2025 ha fatto vedere di aver ritrovato un colpo di pedale di buon livello, oltre che una convinzione nei suoi mezzi più spiccata rispetto al passato. Da capire, però, se tutti questi ingredienti porteranno a una “pietanza” gustosa, per lui e per la squadra.

3. Oscar Onley (Ineos Grenadiers)

© Sirotti

Parliamoci chiaro, lo scozzese e la formazione britannica erano promessi sposi fin dal momento in cui è terminato il Tour de France 2025, che lo scalatore ha concluso in quarta posizione in classifica generale. Gli elementi chiave c’erano tutti: lui trova una squadra sicuramente più attrezzata per le ambizioni nei Grand Tour, il team torna ad avere nel proprio roster un potenziale pretendente alla Grande Boucle, che mancava da quando il grave infortunio in allenamento ha ridimensionato lo sfortunato Egan Bernal. Dopo qualche mese e qualche milione nelle casse della Picnic PostNL l’affare è stato fatto. Il classe 2002 adesso dovrà dimostrare di saper performare a questi livelli anche ora che la posta si è alzata, e con essa inevitabilmente la pressione: a suo vantaggio trova sicuramente un ambiente in cui sarà coccolato e seguito nel migliore dei modi. Con un coach come Geraint Thomas, poi, la tesi dal titolo “Un britannico in maglia gialla a Parigi” ha il miglior relatore possibile. Bisogna solo capire quando sarà la seduta di laurea.

4. Jasper Stuyven (Soudal Quick-Step)

© UEC Cycling

Un corridore esperto, con già una Classica Monumento in bacheca e tanta voglia di vincere ancora. Una squadra che rinuncia al suo unico grande leader nei Grand Tour e torna alla sua vocazione originale, quella di team costruito per lottare nelle classiche del nord e nelle volate. Sulla carta, l’approdo del belga nel Wolfpack sembra la soluzione ideale per tutti. Lui, a 33 anni, entra a far parte di un team che può davvero valorizzare le sue qualità e in cui, almeno sulla carta, non dovrà necessariamente sacrificarsi per qualcun altro. La squadra trova non solo un capitano subito pronto per lottare per risultati importanti, ma anche un corridore esperto in grado di “fare da chioccia” ai giovani talenti, Paul Magnier su tutti. Insomma, crediamo che questo trasferimento possa essere la classica “win-win situation” per tutte le parti coinvolte. I Lupi stanno tornando e, forse, hanno già trovato il nuovo capobranco.

5. Dylan Groenewegen (Unibet Rose Rockets)

© Sirotti

È vero, lascia una squadra il cui manager è così scottato per i mancati risultati nel 2025 da dichiarare che “non è valsa la pena” l’investimento fatto su di lui. Ma al di là di una stagione povera di vittorie (ne sono comunque arrivate tre), il neerlandese ha sicuramente ancora il talento per togliersi soddisfazioni importanti. Il matrimonio con una squadra Professional ambiziosa, desiderosa di ricevere un invito al Tour de France (o magari al Giro?) può essere di quelli perfetti: la Unibet cerca il suo trampolino di lancio, il velocista quello di ri-lancio. Al suo fianco troverà corridori come Venturini e Kubis, due abbastanza veloci per pilotarlo nel finale ma probabilmente non abbastanza per insidiare la sua leadership. Dopo un anno con poche soddisfazioni, il 32enne ha fame di riscatto. Tanta. Probabilmente sufficiente per mostrare di poter competere ancora con i migliori, meritandosi i palcoscenici più importanti.

6. Olav Kooij (Decathlon CMA CGM)

© Visma|Lease a Bike / Cor Vos

Andare in una squadra francese per debuttare al Tour de France come velocista di punta è una scelta coraggiosa, che sembra arrivare al momento giusto della sua carriera. Dopo quattro anni a sgomitare nella Visma | Lease a Bike per trovare il suo spazio in un team sicuramente più incentrato sulla classifica generale, il classe 2001 ha scelto di sposare un progetto ambizioso, che comprende appunto il suo debutto alla Grande Boucle. Con tre tappe del Giro d’Italia in bacheca, tra cui anche quella di Roma, l’impressione è che il neerlandese sia pronto al definitivo salto di qualità e nella nuova squadra dovrebbe avere tutto quello che gli serve per compierlo. Lavorare con Mark Renshaw, uno che di volate se ne intende eccome, potrebbe aiutarlo a limare qualche dettaglio in preparazione allo sprint, dove finora non è sempre stato perfetto. Pensare di vincere la maglia verde già al debutto al Tour può essere ambizioso, ma nei prossimi anni il 24enne può davvero diventare un punto di riferimento in gruppo.

7. Alberto Dainese (Soudal Quick-Step)

© Unipublic / Sprint Cycling Agency

Il velocista veneto chiude la sua esperienza alla Tudor e trova spazio in una squadra che è a dir poco focalizzata sulle volate e sui successi di giornata. Al 27enne padovano toccherà probabilmente qualche giornata di lavoro a sostegno di altri compagni di squadra ben titolati, come Tim Merlier e l’emergente Paul Magnier, ma il calendario potrebbe dare al corridore azzurro diverse possibilità di andare a caccia di gioie personali, a cominciare, probabilmente, già dal vicino – nel tempo – Tour Down Under. Non sarà facilissimo far quadrare tutto, fra impegni di squadra e cartucce da sparare in prima persona, ma l’impressione è che il cambio di casacca possa facilitare il percorso verso il ritorno a quella vittoria che manca ormai da quasi due anni. E una squadra come questa, che negli anni ha sempre saputo rilanciare anche sprinter in difficoltà con treni dedicati, potrebbe essere la scelta giusta.

8. Fernando Gaviria (Caja Rural-Seguros RGA)

© Sirotti

Fino a qualche mese fa, dato il contratto che aveva in essere con la Movistar, Fernando Gaviria era uno dei corridori più pagati dell’intera scena internazionale. Detto che i dettagli del suo nuovo legame non si conoscono, lo scenario su cui si muoverà l’atleta colombiano è cambiato radicalmente. Il velocista classe ’94 è infatti “sceso” in una Professional, accettando le prospettive offertegli dalla Caja Rural-Seguros RGA, che a lui chiederà punti, e tanti, buoni per le classifiche UCI, oltre che, magari, qualche vittoria importante. Già, quella vittoria che nel cammino agonistico del corridore colombiano manca da ormai due anni, visto che l’ultima volta che Gaviria alzò le braccia al cielo era il gennaio 2024 e si correva la prima tappa del Tour Colombia. Se Gaviria riuscirà a ritrovare serenità e ad assorbire anche i recenti problemi giudiziari, la scommessa piazzata dalla squadra spagnola potrebbe essere davvero fruttuosa.

9. Mattia Gaffuri (Team Picnic PostNL)

© Sirotti

Là dove tutti hanno visto l’incredibile storia di Filippo Conca, in grado di vincere il campionato italiano senza avere un contratto professionistico, anche lui ha costruito una seconda carriera. Il classe ’99 è stato perfetto nel mettersi a disposizione del compagno di squadra dello Swatt Club in quella giornata di giugno, chiudendo quinto e attirando l’attenzione su di sé. Dopo una breve esperienza da stagista con la Polti VisitMalta, dove ha raccolto qualche piazzamento qua e là, “Gaffu” ha firmato con la Picnic PostNL, dove potrà finalmente mostrare le proprie qualità in un contesto di altissimo livello. Finora probabilmente nessuno conosce il vero potenziale di questo ragazzo, che a 26 anni avrà finalmente la sua occasione per mostrare di meritare un posto tra i professionisti.

10. Stefan Küng (Tudor Pro Cycling Team)

Lasciare il nido dopo tanti anni non è mai facile. Per certi aspetti, scegliere di farlo per andare nella squadra del proprio Paese lo è ancora di più. Ma la mossa dello svizzero di dire addio alla Groupama-FDJ dopo sette stagioni ricchissime di soddisfazioni può davvero essere vincente: sebbene abbia accettato di scendere di una categoria, nella Tudor Pro Cycling trova il suo idolo Fabian Cancellara, che può dargli quel pizzico in più per fare il definitivo salto di qualità nelle classiche del nord. A 32 anni, potrebbe essere stato il momento giusto per dare una scossa a una carriera che altrimenti sembrava destinata a spegnersi con qualche altro piazzamento (anche in top 10) ma senza ulteriori sussulti. Che sia lui l’elemento a sorpresa nella lotta annunciata tra Tadej Pogacar, Mathieu Van Der Poel e, magari, Mads Pedersen?

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